OLTRE LA DIFFERENZA. Donne e tradizioni religiose: un percorso di educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni.

Progetto sostenuto con i fondi 8x1000 della Chiesa Valdese (unione delle chiese Metodiste e Valdesi)

 

2014-15

 

OBIETTIVO DEL PROGETTO: Garantire strumenti di conoscenza e di critica responsabile per una proficua «interazione» tra culture e religioni diverse nel tentativo di dare vita a laboratori scolastici contro le discriminazioni sulle donne e le precomprensioni relative all’universo femminile.
Il progetto ha realizzato e un percorso di ricerca finalizzato alla creazione di laboratori in classi di scuola primaria e secondaria inferiore dedicati alla diversità culturale con un taglio di genere sul ruolo della donna tra conservazione del bagaglio culturale e inte(g)razione. Il progetto intende inizialmente fornire ai ragazzi una presentazione del variegato panorama religioso e culturale italiano, considerando le diposizioni costituzionali in merito. Successivamente particolare cura sarà spesa per la narrazione e la discussione delle precomprensione e dei preconcetti di cui sono vittime le donne. Gli esiti della cosiddetta ideologia di genere nella nostra società occidentale ha effetti devastanti soprattutto nei casi in cui all’essere donna si aggiunge l’appartenenza a confessioni religiose poco conosciute o, talvolta, conosciute male (si pensi ad esempio all’Islam). Il progetto, pertanto, mira a indagare e a comprendere, dal punto di vista storico e letterario, le ragioni che stanno alla base delle differenze. Ci si concentrerà maggiormente, valutando di volta in volta la storia e la composizione della classe, sul tema della costruzione dell’identità femminile/maschile attraverso la questione dei “corpi segnati”, cioè della presenza di simboli e costumi tradizionali, o pratiche adottate da alcuni studenti, discusse eventualmente anche in rapporto con le divise scolastiche o tute da ginnastica (che segnalano appunto il corpo della ragazza da quello del ragazzo).
Inoltre parte progetto si propone di interagire con le scuole coinvolte al fine di garantire per i docenti che accoglieranno il progetto, un’adeguata formazione circa tematiche interculturali di genere: sarà distribuito agli insegnanti e alla scuola un opuscolo contenente informazioni circa le diverse pratiche (e/o simboli) femminili (e maschili) nelle tradizioni religiose prese in esame (cristianesimi, buddhismo, induismo, islam, ebraismo); particolare rilevanza sarà data alle varie forme tradizionali del velo, alla loro provenienza geografica e etnica-religiosa e alla giurisdizione italiana e alle esortazioni europee in merito; l’opuscolo sarà, inoltre, corredato dai recapiti delle strutture e dei percorsi di riferimento per la risoluzione di problematiche culturali di genere.

INTEGRAZIONE: CI CREDIAMO!
 Un percorso di educazione alla cittadinanza

2013-14 

Il progetto ha mirato a favorire l’inclusione sociale dei cittadini migranti a partire dalle scuole, grazie a un programma di laboratori didattici sui temi dell’integrazione, della legalità e della cittadinanza rivolti a studenti delle scuole primarie e secondarie. Seguendo l’esempio di alcuni progetti-pilota già sviluppati dall’associazione ACMOS sul territorio della provincia di Torino e dall’associazione UVA in provincia di Roma, si è mosso da un’analisi degli elementi di pluralità presenti nei differenti contesti scolastici per stimolare un percorso di studio e conoscenza dell’educazione alla legalità e alla cittadinanza, per educare ad un modello condiviso di cittadinanza democratica, laica e responsabile. Il ruolo della scuola
La scuola, tradizionalmente luogo di discussione e diffusione di saperi e di formazione dei cittadini di domani, si è trovata a gestire negli ultimi decenni percentuali sempre più alte di studenti di origine straniera, che hanno portato alla luce nuove criticità e nuove problematiche, ma anche nuove possibilità educative.
Le scuole dovrebbero insegnare a tutti, italiani e non, ad essere futuri cittadini attivi. Dovrebbero, cioè, offrire le competenze e le conoscenze necessarie a cogliere pienamente le opportunità che si presentano nella società d’accoglienza, necessarie, cioè, a sentirsi sovrani del proprio futuro e delle proprie scelte di vita.
È evidente come la precondizione necessaria per percorsi di questo tipo è l'acquisizione di conoscenze di base, indispensabili per accedere ai discorsi e alle pratiche della cittadinanza, ma è altresì evidente che non sia sufficinete immaginare percorsi mirati ai migranti, ma piuttosto costruire percorsi che coinvolgano anche gli studenti italiani, nell'ottica di costruire insieme una nuova concesione di cittadinanza, di convivenza democratica e politica, basata sull'equilibrio tra appartenenze e identità differenti.

Gli assi di lavoro saranno principalmente tre:

1-    L’educazione alla cittadinanza, intesa come strumento per sentirsi protagonisti dei processi democratici.
Nelle scuole, soprattutto nei gradi più alti di istruzione, il tema è sicuramente centrale, perché chiama in causa le riflessioni sul ruolo di ogni cittadino, sulla fiducia nelle Istituzioni e sulle paure e tensioni rispetto al futuro. In questo senso, l’integrazione e la costruzione di una società plurale sono temi molto dibattuti, perché amplificano i timori e i pregiudizi che spesso vengono riproposti dai ragazzi: è per questo che diventa importante, proprio per favorire quei processi di integrazione, che i giovani trovino tempi e spazi adeguati per discutere e comprendere tali questioni.
2-    Le differenze religiose, uno degli aspetti del pluralismo culturale, che restano fonte di polemiche e difficoltà sia nel garantire l’uguaglianza nella scuola, sia nel facilitare la partecipazione alla vita politica e culturale della società, sia nell’impegno di creare il sentimento di cittadinanza condivisa. Più precisamente, le questioni riguardanti la religione a scuola testimoniano l’estrema complessità e la natura particolarmente delicata dei problemi in causa e confermano la necessità di trattare la diversità religiosa come una componente dell’educazione interculturale. Una mancata comprensione delle sue peculiarità e i ritardi nei processi di costruzione di un dialogo e di una presa di coscienza delle sue caratteristiche potrebbero portare (e di fatto hanno già portato) a episodi di intolleranza e di violenza, inficiando le possibilità di costruire un modello aperto di cittadinanza democratica, laica e plurale.
3- Il territorio, inteso come luogo di integrazione e di incontro delle differenze. E' necessario che i percorsi in classe abbiano un forte legame con il contesto in cui sono inseriti, per conoscere e incontrare le realtà vicine che, quotidianamente, si occupano di promuovere una cittadinanza globale e inclusiva.
Le esigenze rilevate
È facile constatare che il contesto italiano oggi ha assunto una nuova fisionomia e il paesaggio religioso della nostra epoca è via via diventato sempre più eterogeneo e sfaccettato. Le nostre città vivono un’era di meticciato culturale: fa parte della realtà quotidiana incrociare, nel medesimo contesto, sguardi di persone, uomini e donne, che provengono da paesi diversi e portano con sé un bagaglio linguistico, culturale, etico e religioso diverso. Conoscere queste differenze e metterne in evidenza l’immenso portato valoriale per la nostra società è, oramai, diventata una questione all’ordine del giorno delle agende politiche, istituzionali e scolastiche.
Crediamo che la scuola rappresenti pertanto una palestra di allenamento, condiviso e reciproco, in cui è possibile dare vita a percorsi di educazione alla cittadinanza che mirino a incentivare la formazione di cittadini responsabili, maturi e consapevoli del tessuto multiculturale della società.
L’educazione alla cittadinanza deve essere oggi concepita come educazione interculturale e pensiamo che la storia delle religioni, concepita come trattazione scientifica del fatto religioso, rappresenti un antidoto ai fanatismi, ai fondamentalismi, alle intolleranze e alle diverse forme di razzismo di cui siamo oggi spettatori.
È indubbio, poi, che nella nostra società contemporanea sempre di più la comunicazione è diventata istantanea, veloce, immediata. È ancor più palese il fatto che le nuove generazioni intessano le loro reti relazionali attraverso una nuova serie di strumenti che ormai è diventata parte integrante della nostra quotidianità (ci riferiamo alle novità introdotte dal web 2.0, quali facebook, google, youtube, ecc. e ai new media, come blog, forum, chat, social network, che giornalmente vengono usati soprattutto dalle nuove generazioni).
Pensiamo che, per raggiungere gli adolescenti e creare dei percorsi proficui di cittadinanza attiva, l’interazione tra la trattazione scientifica della storia delle religioni attraverso laboratori nelle scuole e l’attivazione di piattaforme di dialogo e confronto sul web dedicate alle differenze religiose, al pluralismo e alla laicità, direttamente gestite dai giovani, rappresenti un innovativo connubio tra due sfere, la conoscenza e la comunicazione, che oggi non possono più essere eluse.
Gli obiettivi perseguiti
Lo scopo del progetto è quello di favorire l’inclusione sociale dei cittadini migranti e il dialogo tra studenti di origine italiana e di origine straniera, costruendo una comune cultura della cittadinanza attiva, democratica, laica e plurale a partire da una migliore ricomprensione del pluralismo religioso.
Obiettivi specifici:
di integrazione
- Educare alla cittadinanza plurale e globale i giovani e i ragazzi delle scuole e dei territori coinvolti, attraverso riflessioni e azioni concrete;

- Promuovere percorsi che permettano di superare i pregiudizi e la paure dovute alla mancata conoscenza della cultura, delle abitudini e delle religioni di cittadini stranieri.

- incontrare realtà sul proprio territorio che contribuiscono alla promozione dell'integrazione e dell'inclusione sociale e culturale dei migranti.

- Diffondere le conoscenze e le informazioni acquisite sul web, in modo da promuovere e allargare la rete della conoscenza.

- Creare una rete tra le realtà che si occupano di integrazione nei diversi territori, grazie alla costruzione di un supporto in rete (geoblog) che raccolga le diverse esperienze e che ne permetta l'aggiornamento e l'aggiunta costante.

conoscitivi/di apprendimento

- Aumentare la conoscenza e il rispetto verso le culture e le religioni diverse dalla propria, riconoscendone i problemi conoscitivi che si affrontano.

- Coltivare una autocoscienza critica degli assunti culturali nel loro valore storico-geografico.

- Analizzare le problematiche che nascono dall'incontro con diversità culturali.

- Conoscere l'apporto nel contesto europeo dei flussi migratori e delle contaminazioni culturali e religiose;

- Individuare gli elementi specifici delle culture e delle religioni trattate;
- Riconoscere le strutture essenziali delle culture e delle religioni trattate, coglierne lo sviluppo, individuandone le principali tappe nel corso della loro storia e sapendole collocare nel quadro della storia umana.

metodologici

- Acquisire un approccio alla diversità basato sulla conoscenza e sull'incontro piuttosto che sul pregiudizio o sulla generalizzazione.
- Ragionare di integrazione attraverso l'incontro con chi, quotidianamente, se ne occupa e attraverso la parteciazione ad eventi e attività concrete.

- Utilizzare i social network e gli strumenti informatici per promuovere idee e valori e per creare rete tra soggetti diversi e lontani geograficamente.
Le metodologie di intervento previste
Le metodologie di intervento previste sono principalmente 3:

Laboratori nelle classi: gli educatori delle associazioni coinvolte promuovono dei percorsi laboratoriali di discussione e di approfondimento, da svolgere nelle scuole primarie e secondarie, con cui hanno già stretto rapporti in seguito ad analoghe iniziative svolte negli anni precedenti. In questi laboratori, in cui gli educatori coinvolgeranno attivamente gli insegnanti in modo tale da favorire una prosecuzione del lavoro anche in futuro.

Geoblog dei luoghi dell’integrazione e della cittadinanza: L’esito finale dei laboratori sarà la realizzazione di un geoblog in cui saranno indicati su una cartina virtuale, liberamente accessibile dagli utenti del web, i luoghi della città più rappresentativi dell’incontro tra culture e delle sfide legate ai temi dell’integrazione e delle nuove cittadinanze. Per ognuno dei luoghi segnalati saranno inoltre resi disponibili contenuti extra, realizzati dai ragazzi, quali foto, interviste, video pillole, testi, ecc.
Incontri di formazione per insegnanti: tutti gli insegnanti coinvolti nei laboratori potranno beneficiare di incontri di formazione preliminari, in modo da poter essere preparati alla realizzazione del percorso in classe. Tali incontri saranno tenuti da esperti competenti in materia, che collaborano con prestigiosi centri di ricerca e Università statali, quali l'Università di Torino, il Centro di Scienze delle religioni, l'Università La Sapienza di Roma e l’Università di Roma Tre.
I risultati attesi
l principale risultato atteso, a livello generale è individuabile nella promozione di una cultura della cittadinanza democratica, laica e plurale a partire dalle scuole.
Tale risultato permetterebbe il sostegno all’inclusione sociale dei migranti all'interno dei contesi in cui sono inseriti e attraverso una maggiore disponibilità all'incontro e alla collaborazione da parte dei giovani che hanno partecipato ai percorsi.
Risultati qualitativi

- Diffusione della storia delle religioni come sapere scientifico in grado di favorire conoscenza e rispetto reciproci tra culture.

- Coinvolgimento di docenti e studenti in percorsi vocati all’inclusione.

- Creazione di legami tra scuole e docenti di diverse realtà locali.

- Rafforzamento dei legami tra associazioni impegnate su temi simili in diversi contesti geografici.

Risultati quantitativi

- Realizzazione dei percorsi in almeno 70 gruppi o classi in almeno 7 regioni italiane

- Realizzazione di un portale internet in cui raccogliere le esperienze virtuose di integrazione presenti sul territorio.
- Incontro con almeno 70 realtà sul territorio

- Realizzazione di almeno 5 percorsi di formazione per docenti

- Realizzazione di un Geoblog con almeno 100 post georefernziati che raccontino esperienze di integrazione.

CORPI, TRA SACRO E PROFANO

 

2012-13

 

Il progetto è stato articolato in un percorso di ricerca finalizzato all’allestimento di laboratori didattici per la scuola secondaria inferiore dedicati alla diversità culturale, con un taglio di genere sul ruolo della donna tra conservazione del bagaglio culturale e integrazione. Il progetto ha fornito ai ragazzi una presentazione del variegato panorama religioso e culturale italiano, e delle diposizioni costituzionali in merito. Successivamente, considerando il target di alunni tra 12 e14 anni, è stata posta particolare attenzione alla narrazione e discussione delle pratiche di passaggio all’età adulta nelle diverse tradizioni. Ci si inoltre concentrati sul tema della costruzione dell’identità femminile/maschile attraverso la questione dei “corpi segnati”, cioè della presenza di simboli e costumi tradizionali, o pratiche adottate nell’uso del corpo e del vestire.

 

Come garanti della scientificità e laicità dei contenuti hanno supervisionato il lavoro i docenti delle Università di Torino, Roma La Sapienza, e Roma Tre.

 

 Come momento finale del progetto, le classi coinvolte si sono ritrovate presso la sala della Mercede della Camera dei Deputati per condividere quanto appreso durante le lezioni.

LABEL: "Modelli e prospettive future per un servizio socio-sanitario interculturale"

Progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (unione delle chiese Metodiste e Valdesi)

 

 2011-12

 

 

 La ASL Roma E persegue e concretizza i principi relativi all’umanizzazione delle cure, all’accoglienza e al rispetto dei diritti dei cittadini in sanità, attraverso azioni mirate a valorizzare la relazione con il cittadino, nonché a rendere i processi assistenziali ed organizzativi orientati al rispetto e alla specificità della singola persona. In tal senso s’inserisce la partecipazione sia della ASL Roma E che dell’ACO S. Filippo Neri a importanti iniziative di valutazione partecipata della qualità quali l’Audit civico e la Valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino”(Agenas-RC 2012). Queste iniziative hanno messo in risalto l’accoglienza quale fattore cruciale per il miglioramento dell’umanizzazione nelle strutture di ricovero. Elemento e fulcro centrale dell’ospedale è il paziente, colui che detiene il potere di far sentire il personale medico e sanitario vincente o sconfitto e ancora colui che dà senso e realtà al lavoro di medici, infermieri e volontari, questo il pensiero espresso da Alessandro Bazzoni dell’ASL Roma E, tra i principali organizzatori del corso di formazione ECM “Aspetti comunicativi e relazionali per gli operatori delle strutture ospedaliere e per gli addetti al front-office” . Il corso tenutosi a Roma, articolato nelle tre giornate del 13, 20, 27 novembre 2014, è stato progettato e inserito all’interno del Piano Formativo Aziendale 2014 con l’obiettivo di migliorare lo “standard di accoglienza” nei Presidi Ospedalieri, anche alla luce di nuove collaborazioni con il personale volontario delle diverse Associazioni che operano all’interno delle strutture ospedaliere e collaborano con gli operatori aziendali nei diversi percorsi d’accoglienza, con particolare riferimento al Punto accoglienza del Presidio S. Spirito, al Pronto Soccorso e all’interno dei reparti di degenza sia dell’ACO S. Filippo Neri che del Presidio Ospedaliero Santo Spirito. Il corso, rivolto agli operatori sanitari del S. Filippo Neri e del Presidio Ospedaliero S. Spirito, ha visto la partecipazione attiva di personale volontario con l’obiettivo di promuovere una reciproca conoscenza ed integrazione operativa, anche attraverso l’acquisizione condivisa delle conoscenze e competenze comunicativo relazionali relative all’accoglienza in modo da creare un “format” aziendale per l’accoglienza. Il paziente ha infatti bisogno di veder soddisfatto un bisogno implicito ed esplicito e di avere di fronte un personale medico sanitario dotato di quello che è stato definito il “quadrilatero delle competenze”: teoriche, tecnico-professionali, comunicativo-relazionale e organizzativo- gestionale. In questo quadro di un’accoglienza a tutto tondo, che considera il paziente un essere unico degno di essere riconosciuto nella sua identità è stato presentato da Paola Gabbrielli - Presidente del Tavolo Interreligioso di Roma - il progetto “L’Accoglienza delle differenze e specificità culturali e religiose nelle strutture sanitarie” e nella giornata conclusiva del 27 novembre 2014 presso la Sala Teatro S. Spirito, come fase di disseminazione, il progetto “Label: Modelli e prospettive future per un servizio socio-sanitario interculturale ” finanziato con l’8 x 1000 valdese, promosso dall’Associazione Uvauniversolatro in collaborazione con Bit Benvenuti in Italia di Torino e Tavolo Interreligioso di Roma. Una parte consistente della ricerca è stata svolta presso l’ AUSL Roma E Polo Ospedaliero S.Spirito di Roma, individuato tra le eccellenze del panorama ospedaliero romano in quanto a sensibilità riservata all’attenzione delle diversità religiose e culturali. La ricerca qualitativa ha coinvolto 28 soggetti tra personale medico e sanitario (primari, medici, capo sala, infermieri) dei reparti di ginecologia, ostetricia, neonatologia, pronto soccorso - dea,

chirurgia, ortopedia e spdc. Dopo aver individuato, attraverso interviste a testimoni delle religioni numericamente più determinanti nelle città di Roma e Torino, grazie anche alla collaborazione del Tavolo Interreligioso di Roma e il Comitato Interfedi di Torino, quali fossero le diverse esigenze e richieste in ambito ospedaliero delle varie realtà religiose, si è voluto riscontrare e confrontare tali dati attraverso il punto di vista dell’ospedale e dei suoi principali attori. Sono stati dunque presentati ai partecipanti del corso di formazione i dati raccolti dalla ricerca sottolineando punti di forza e criticità. Il primo punto di forza è stato quello di aver somministrato il questionario semi-strutturato attraverso un’intervista diretta vis a vis che ha permesso, rispetto ad esempio ad un intervista telematica, di far emergere con maggiore chiarezza e precisione il punto di vista degli operatori. Si può riscontrare una duplice e complementare tendenza: da una parte il paziente, forse per riserbo o in alcuni casi per difficoltà linguistiche (problema fortemente sottolineato dagli intervistati specie per quanto concerne la lingua araba e cinese), tende a non comunicare verbalmente e in maniera esplicita e diretta la sua diversa, rispetto alla cattolica, appartenenza religiosa ma a questo aspetto supplisce la sensibilità e attenzione del personale medico e sanitario che coglie nel suo modo di vestire, mangiare o pregare la sua peculiare appartenenza venendo così incontro alle sue esigenze e bisogni. Tali esigenze riguardano soprattutto le scelte e norme alimentari e le differenze di genere, ovvero la necessità, soprattutto per le donne, di essere visitate e curate da operatori dello stesso sesso. Per alcuni reparti, quali il pronto soccorso, è stato più difficile svolgere le interviste perché l’assenza di degenza e la natura di emergenza e immediatezza del reparto stesso non permette l’emergere del dato religioso. Un dato importante che emerso dalla ricerca, e fondamentale ai fini di un corso dedicato alla creazione di un format per l’accoglienza e l’ascolto della persona malata, è quello della comunicazione interna ed esterna: è necessario che il paziente sia debitamente informato dei servizi a sua disposizione così come il personale medico mentre dalle interviste si riscontra che soltanto il 30% degli intervistati è a conoscenza di progetti attivati per il rispetto del pluralismo religioso nell’ospedale in cui lavora.

 

 Nell’ambito dell’osservazione e analisi del servizio sanitario che la ricerca “Label” ha inteso operare, e che si spera più si configuri sempre più come interculturale e aperto alle diversità e specificità religiose, si segnala l’apertura presso l’Ospedale S. Lucia di Roma di una stanza del silenzio inaugurata, alla presenza dei rappresentanti di diverse religioni, il 19 novembre 2014.

"Educare alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni"

Progetto sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (unione delle chiese Metodiste e Valdesi) in collaborazione con associazione ACMOS

Il gruppo Uva sostiene il progetto Educare alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni ideato dall’associazione torinese Acmos. L’associazione ha proposto alla Tavola Valdese di sostenere un progetto di alfabetizzazione religiosa. Sulla scorta della sperimentazione al Liceo valdese  di Torre Pellice dal 1984 e di altre sperimentazioni (Giorda 2009: http://www.storicamente.org/05_comunicare/ora_di_religione.htm.), questo progetto prevede la realizzazione di percorsi educativi per le scuole e momenti pubblici di formazione e dibattito inerenti alla storia delle religioni e tali da aprire un confronto laico e scientifico sulla relazione  tra spazio pubblico e democratico e società muticulturale e multireligiosa.

Si tratta di percorsi di reciproca conoscenza tra le confessioni che concernono  la libertà di credere come la libertà di non credere e i rispettivi contenuti di fede, intesi come difesa della democrazia dagli spettri del fondamentalismo di qualsiasi radice religiosa.

Infatti crediamo che rigorose coordinate di orientamento nel panorama multiculturale istituite con metodo laico, scientifico e interculturale siano alla base di una società veramente plurale, cioè capace di rifuggire da indifferenti sincretismi alienanti le precipue identità, come da intolleranti fondamentalismi, falsi paladini di identità.  

Si profila così l’urgenza di rimodellare i paradigmi di una nuova laicità capace di interpretare  l’attualità politica e sociale e la rinnovata insorgenza sociale del fattore religione: una laicità non più opzione di neutralità scettica ostile o indifferente ad ogni fenomeno e manifestazione del religioso nello spazio pubblico, bensì una laicità come campo di dinamico confronto tra differenti sistemi e visioni, capace di aprire canali di comunicazione per una reciproca comprensione, e infine  diffondere tra le differenze valori etici e civili comuni.

 Tale impianto teorico è in linea con le disposizioni ufficiali europee come quella della Conferenza dei ministri dell’educazione europei dedicata al tema dell’educazione interculturale (Intercultural Education: managing diversity, strengthening democracy), tenutasi ad Atene nel  2003 in cui si legge: «Le differenze religiose restano fonte di polemiche e difficoltà sia nel garantire l’uguaglianza nella scuola, sia nel facilitare la partecipazione alla vita politica e culturale della società, sia nell’impegno di creare il sentimento di cittadinanza condivisa. Più precisamente, le questioni riguardanti la religione a scuola testimoniano l’estrema complessità e la natura particolarmente delicata dei problemi in causa e confermano la necessità di trattare la diversità religiosa come una componente dell’educazione interculturale».

 Il Progetto Educare alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni prevede la realizzazione di laboratori sperimentali nelle scuole delle province di Torino e Roma attraverso il coordinamento della struttura e dell’esperienza già consolidata dell’associazione torinese ACMOS e il contributo degli operatori del Gruppo Uva, laureati in Scienze delle Religioni in training per divenire educatori interculturali nelle scuole per i temi della storia delle religioni. Sono inoltre previsti dal progetto altri momenti formativi aperti al pubblico di analisi e dibattito coordinati dal gruppo con la guida e consulenza scientifica di Mariachiara Giorda. 

Torino Spiritualità 2012

Anche nel 2012 a Settembre, molti operatori di UvaUniversolaltro si sono dati appuntamento a Torino in occasione di Torino Spiritualità (26-30 Settembre 2012)

 

Insieme ai ragazzi dell’associazione LSDR (http://laboratoriosdr.wordpress.com), con referente il supervisore scientifico della manifestazione, Mariachiara Giorda, la nostra associazione si è impegnata nella creazione del Diario Digitale (http://diariodigitale2012.tumblr.com) dell’evento, un agile contenitore aggiornato in tempo reale con i report degli incontri, numerose interviste di backstage, foto e video.

 

I numeri del Diario Digitale di Torino Spiritualità:

13 diaristi da 8 città d’Italia,

60 report di eventi, più di cento foto prodotte,

numerosi video-interviste

1 video con montaggio 

 

Il Diario Digitale di Torino Spiritualità 2012 ha narrato in tempo reale l’atmosfera degli incontri, la partecipazione del pubblico e dei volontari, i luoghi suggestivi animati dalla manifestazione, gli spettacoli, e soprattutto le discussioni e le riflessioni più rilevanti emerse durante tutto l’arco della manifestazione, attraverso l’esperienza e la competenza di un gruppo di giovani storici delle religioni provenienti da tutta Italia.

Infatti giovani studiosi di storia delle religioni provenienti da tutta Italia - da Catania a Palermo, da Roma a Perugia, da Venezia e Torino e Alessandria - specialisti di aree disciplinari e geografiche differenti, hanno vestito i panni dei diaristi, approfittando dell’occasione per tornare a stringere contatti e aggiornarsi sullo stato di progetti e intenzioni comuni.

 

Per tutti questi ragazzi interessati a diffondere cultura ed educazione sulle religioni con un taglio scientifico e laico, Torino Spiritualità è un modello di diffusione culturale per un ampio pubblico, un’occasione per stringere contatti con cultori della materia provenienti da tutto il mondo, e un appuntamento per incontrarsi, raccontarsi e progettare future linee comuni.

 

Gli stessi diaristi hanno messo a disposizione i materiali raccolti per predisporre dei Sunti degli eventi delle giornate della manifestazione, pubblicati dal sito della casa editrice SEI (http://idr.seieditrice.com/rivista-religione/senza-categoria/da-torino-spiritualita-2012-la-sapienza-del-sorriso/), in modo da consolidare i rapporti con la stessa e dare maggiore diffusione alla manifestazione e al proprio lavoro. 

 

Il Consiglio dei Bambini: dalla Costituzione alla Partecipazione

I bambini di Roma dettano l’agenda peri candidati alla carica di sindaco delle prossimeelezioni.

Percorso di cittadinanza attiva dedicato a bambini di età compresa fra i 8 e i 10anni completamente gratuito per scuole e bambini. Il percorso è organizzato e ideato da The Hub Roma con il supporto di Sinnos Editore.

Il percorso dovrà svolgersi nei locali di The Hub in Viale dello Scalo di San Lorenzo. Se disponibile liberatoria da parte dei genitori l’intero percorso sarà documentato attraverso riprese video che rappresenteranno materiale di output del percorso per The Hube che verranno rese disponibili in formato digitale anche alla scuola come archivio dell’attività. L’uso delle riprese sarà comunque concordato con lascuola.

IL PERCORSO

Partendo dalla nostra Costituzione e dal concetto di partecipazione i bambini saranno stimolati ad aggregarsi in un organo decisionale, il Consiglio dei Bambini, e incoraggiati a produrre nel corso di quattro incontri un’agenda di proposte legate al miglioramento del territorio nel quale vivono da presentare ai futuri candidati sindaci della città di Roma. Un percorso pensato per apprendere. Cos’è la costituzione? Cosa significa partecipare e quali sono i percorsi e le pratiche possibili di partecipazione? Grazie a un percorso illustrato attraverso gli articoli della Costituzione che privilegerà temi come integrazione, democrazia, famiglia, rispetto di se stessi e degli altri, si risponderà a queste domande. Un percorso per sperimentare. Cartelloni, pennarelli colorati, musica, danza. La creatività non conosce limiti e diventa il modo attraverso cui esplorare il processo democratico. Si gioca e si fa pratica di vita di gruppo scoprendo che in ogni momento si sceglie e che scegliere significa soprattutto confrontarsi con gli altri.Un percorso per produrre. Dopo aver appreso e sperimentato i bambini sono pronti ad aggregarsi nel Consiglio dei Bambini e attraverso quest’organo democratico a rileggere il territorio nel quale vivono e a produrre nel corso di 4 incontri un’agenda di proposte da presentare ai candidati sindaci della città di Roma. I workshop che si vogliono proporre nell’arco dell’anno sono:

30 novembre – L’integrazione

25 gennaio – La democrazia

22 febbraio – La libertà

15 marzo – Evento conclusivo

The Hub Roma si impegnerà nei modi e tempi previsti dalla scuola a fornire ogni volta il dettaglio del workshop evidenziandone obiettivi didattici, palinsesto e collaborazioni, sottoponendolo così al giudizio del Consiglio docenti.

Il 3 l’8 e il 19

30 novembre. Workshop sull’integrazione religiosa e l’accoglienza responsabile

Realizzato da The Hub in collaborazione con UVA Universoaltro

OBIETTIVI DIDATTICI

Obiettivo del workshop sarà introdurre i ragazzi alla lettura partecipata della Costituzione della Repubblica Italiana, in particolare agli articoli che definiscono la laicità dello Stato e il diritto alla libertà di espressione religiosa dei cittadiniitaliani (art.3, art.8, art.19), per educare le nuove generazioni ad una cittadinanza consapevole ed attiva. L'educazione alla cittadinanza nel contesto italiano di oggi non può non essere intesa come educazione interculturale, capace di formare cittadini consapevoli, responsabili e sovrani. La società italiana attuale è caratterizzata da una forte presenza di cittadini portatori di alterità culturale e da una forte multireligiosità. La Costituzione italiana è uno strumento utile anche per introdurre i ragazzi ad una visione interculturale della vita. L’analfabetismo religioso diffuso, diventa un ostacolo nella costruzione della cultura all’accoglienza responsabile.

PALINSESTO

Dalle ore 9 alle 9.45 - Modulo 1: “Lettura a fumetti”: I lavori si apriranno con una breve introduzione alla Costituzione della Repubblica italiana e al concetto di partecipazione. Gli operatori si serviranno dei volumi a fumetti “Lorenzo e la Costituzione” di Daniela Longo e Rachele Lo Piano(Sinnos editore, 2008) e di Ada decide di Anselmo Roveda e Valentina Volontè (Sinnos editore 2011). Verranno proiettate alcune pagine del testo e i ragazzi verranno stimolati al dibattito.

Dalle ore 9.45 alle 10.45 - Modulo 2: “Il3, l’8 e il 19”: L’attenzione si concentrerà sugli articoli 3, 8, 19 della Costituzione, relativi al diritto di libertà religiosa.

Dalle ore 10.45 alle 11.15 – Merenda

Dalle ore 11.15 alle 13 - Modulo 3: “Il Consiglio dei Bambini”: I ragazzi saranno divisi in gruppi e verrà proposto loro un gioco di ruolo sulla Costituzione che avrà come scopo finale quello di redigere e una prima parte dell’ “agenda” relativa alla parte di Costituzione esplorata.

MATERIALI UTILIZZATI

- Slide sulla Costituzione e il concetto di partecipazione tratte da: Lorenzo e LaCostuzione di Daniela Longo e Rachele Lo Piano, Sinnos editore 2008 Ada decidedi Anselmo Roveda e Valentina Volontè, Sinnos editore 2011

- Cartelloni, pennarelli

PROMOSSO DA

The Hub è un network globale di persone e spazi per l’innovazione sociale: habitat d’ispirazione e servizi da business accelerator per supportare lo start-up e lo sviluppo di imprese e progetti di social innovation. Gli Hub sono spazi di lavoro dove innovatori e imprenditori sociali possano trovare accesso alle giuste risorse, connessioni, conoscenze ed esperienze, grazie alla combinazione del meglio di un incubatore dʼimpresa, di un acceleratore, di un caffè letterario e di un think tank. Gli hubber sono immersi in una densa rete di eccellenze locali, nazionali ed internazionali che offrono un ambiente innovativo, stimolante e capace di rispondere al crescente bisogno di immaginare e creare un futuro più sostenibile. Il network è attivo da 7 anni e presente in 33 città del mondo, su 5 continenti con oltre 6.000 membri in tutto il mondo che hanno sviluppato migliaia di progetti. Altre 250 città hanno proposto la loro candidatura nei prossimi 18 mesi. Siamo ad oggi la rete di spazi per la social innovation più estesa al mondo: da Londra a San Francisco, da Amsterdam a Mumbai, da Madrid a Toronto, sino al neonato The Hub Roma.

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Sinnos Editore è una casa editrice indipendente con una doppia identità: è infatti anche Cooperativa sociale. Interculturalità, tante lingue, diritti, educazione alla cittadinanza responsabile, colorati albi illustrati: pubblicazioni che vogliono lasciare segni, aggiungere senso, significato, immaginazione, punti di vista diversi. Per dare gambe forti al futuro. Perché se il futuro sono i ragazzi, sta agli adulti offrire loro tutti gli strumenti affinché possano crescere sapienti, capaci di pensare e immaginare, con menti libere. La Sinnos editrice è una Cooperativa sociale onlus, che ha come obiettivo il reinserimento lavorativo di persone svantaggiate. La linea editoriale della Sinnos editrice segue un progetto ben preciso: partiti, con la fondazione della cooperativa, da un forte impegno sociale, i soci hanno avviato un progetto editoriale ad esso legato con libri rivolti a bambini e ragazzi, sui temi della multiculturalità, dell’interculturalità, del diritto, dell’attenzione ai fenomeni dell’emarginazione e alla comprensione delle “differenze”. Libri speciali per bambini e ragazzi, per aprirsi al mondo esterno e divenire cittadini responsabili. Il tema del diritto è affrontato negli albi della collana Nomos: Lorenzo e la Costituzione, Tina e i diritti dei bambini, Giulio e idiritti umani, Diego e i diritti dei lavoratori e Nina e i diritti delle donne... perché il diritto possa far parte anche del mondo dei ragazzi e sia loro comprensibile per renderli cittadini consapevoli e responsabili.

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Educare alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni

In ventinove classi di tre scuole della città di Torino (Santorre di Santarosa, Gabelli e Perrotti) e di Roma (Manin-Di Donato, Rosmini e Falcone), nell'anno scolastico appena trascorso sono stati attivati percorsi laboratoriali sperimentali di Educazione alla cittadinanza attraverso la Storia delle Religioni.

L’associazione Acmos a Torino e l'associazione UVA-Universolaltro a Roma, coordinate dalla Dott.ssa Elisa Ferrero (laureata in scienze della formazione) e dalla Dott.ssa Mariachiara Giorda (storica delle religioni) con il patrocinio scientifico delle Università degli Studi di Torino, Roma Tre e Sapienza hanno avviato a ottobre 2011 il corso di formazione per docenti e alunni delle scuole elementari e medie inferiori finanziato dal fondo 8 per mille delle chiese valdesi e metodiste.

L'idea del progetto deriva da un monito proveniente da più parti dell'ambiente scolastico italiano: l'urgenza della scuola di dotarsi di strumenti scientifici e didattici al fine di accogliere, interpretare e rendere protagonista il pluralismo religioso presente oggi nelle classi, intenderlo come valore formativo, oggetto di conoscenza e di indagine.

Lapriorità del progetto è stata dunque promuovere dei momenti di alfabetizzazione, formazione e dialogo sulla storia delle religioni, molte delle quali presenti oggi nel territorio italiano per favorire una cultura della cittadinanza democratica, laica e responsabile.

L’introduzione alla Storia delle religioni, l'attenzione allo studio scientifico del fatto religioso è educazione alla molteplicità, alla pluralità, è un antidoto a derive fondamentaliste e violente. Di contro l’analfabetismo religioso diffuso è un ostacolo nella costruzione della cultura alla cittadinanza responsabile; per quanto concerne la conoscenza delle religioni, siamo convinti infatti che l’approccio cognitivo e razionale non sia in contrasto, ma anzi sia premessa fondamentale del dato emozionale e delle scelte personali (di adesione o non adesione ad una confessione).

Se le religioni conservano un peso e una funzione sociale, non può non esserci uno spazio per l’educazione a queste. Constatiamo invece l'inadeguatezza della proposta formativa in ambito storico religioso nel nostro paese. L' unico spazio dedicato ad esso è l'ora di religione cattolica, confessionale e facoltativa. Ciò significa che è possibile completare l'intero percorso di istruzione obbligatoria, ma anche fino a livelli superiori e accademici senza dover mai necessariamente intercettare quest'ambito di studi.

Al fine di colmare questa lacuna è nata l’idea del progetto realizzato, la cui Prassi Operativa consisteva in:

- 2 ore di presentazione del progetto come prima formazione in sede per docenti

- 3 ore di Seminario in Università su un tema legato al pluralismo religioso contemporaneo

- 10 ore di laboratorio svolto in classe da un esperto

-produzione di materiale: il calendario interreligioso e un manuale per l'insegnamento (in via di pubblicazione con la casa editrice SEI).

Il percorso è stato strutturato perseguendo alcuni Obiettivi Didattici:

·         Definizione e discussione del concetto di Religione a partire dalle preconoscenze dei ragazzi e ragionando sulle abitudini personali di ognuno e su pregiudizi e stereotipi.

·         Le religioni del mondo maggiormente diffuse, presentate a partire dai loro simboli, dai luoghi di culto, dai racconti e dalle principali feste.

·         Affrontare il concetto di pluralismo religioso democratico.

Utili a tale scopo si sono rivelati i Nuclei Tematici scelti: un Brain storming iniziale sulla parola religione(prestando attenzione anche alle categorie di ateo e agnostico) per far emergere dubbi, riflessioni e dibattiti; monitorare la percezione delle religioni nella classe partendo dalle esperienze personali di ogni bambino con particolare attenzione alle loro esperienze e abitudini, rendendo i giovani protagonisti del loro vissuto; analizzare la diffusione geografica delle tradizioni religiose, soprattutto in Italia, attraverso lo studio di una mappa del mondo delle religioni. Per presentare le diverse religioni sono state utilizzate diverse modalità: quali sono i simboli delle religioni maggiormente diffuse: Cristianesimo, Islam, Ebraismo, Buddhismo e Induismo?Quali sono i luoghi di cultodi ogni religione? Quali sono le festee i cibi caratterizzanti le religioni? Sono stati letti iRaccontiper ogni religione e gli articoli della Costituzione Italiana (art.3-8-19).

Sappiamo che parlare di “grandi religioni” è parziale, ma la scelta metodologica è ricaduta sulla necessità di avere un punto di partenza, facilmente decifrabile per i bambini, da cui sviluppare il discorso, avendo già sperimentato la presenza costante di bambini che non hanno ricevuto alcuna formazione religiosa e che non sono membri di comunità religiose.

Abbiamo deciso di concentrare il focus del laboratorio sulla trattazione delle Feste religiose: comprendere cosa si intende per festa religiosa e festa civile (cosa-chi si ricorda? Come?), introdurre alle categorie di tempo festivo, tempo ciclico (sospensione del tempo ordinario, del lavoro, momenti di riunione collettiva per ricordare un evento fondante-importante). I laboratori sono stati declinati secondo le specifiche esigenze di ciascuna classe. Ogni classe ha scelto poi di approfondire una festa in particolare, attraverso esperimenti didattici, ludico-ricreativi, dall'espressione teatrale alla produzione artistica. Gli elaborati dei ragazzi su ciascuna festa andranno a costituire un calendario interreligioso comune.

Le scuole presentavano delle situazioni alquanto diversificate: nel solo contesto romano, la scuola Manin è situata nel quartiere Esquilino, centrale, uno degli ambienti più multiculturali del tessuto cittadino (dove una classe tipo era così composta: Kylen, Sebastian di origine filippina; Asshib, Nael del Bangladesh; Jack, Serena, Valentina, Chiara, Claudio di famiglia cinese, Aranit dall'Albania, Farid dalla Siria, Monia dal Marocco, Sabrin dall' Arabia saudita e Akib cingalese) mentre le scuole Falcone e Rosmini con il 97% di studenti italiani sono scuole rispettivamente della periferia di Roma nord-est e Roma nord-ovest. Le lezioni si sono svolte indifferentemente in orari curricolari e durante l'ora di religione cattolica con la partecipazione di tutta la classe, anche di coloro che avevano scelto di non avvalersi dell'ora di IRC. Nonostante le differenze evidenziate è stata riscontrata ovunque la mancanza di una conoscenza di base delle religioni, la curiosità e l' entusiasmo da parte dei ragazzi e soprattutto la necessità e l'esplicita richiesta dei docenti di continuare a formarsi. La conoscenza è il primo passo nella costruzione di nuovi modelli di interazione nella società pluralista in cui viviamo.

Torino Spiritualità 2011

IN FINE. Vivere sul limite dei tempi

Torino Spiritualità 2011 è stato per noi uno spazio di confronto. Lo abbiamo vissuto come un angolo in cui convergevano mondi e storie diverse che si raccontavano e si confondevano e che si significavano ulteriormente grazie ad un processo fatto di apertura e disponibilità alla conoscenza.

 

La polifonia di queste voci e la varietà degli sguardi incrociati (in collaborazione con le associazioni LSDR e Acmos) è stata per UVA-Universolaltro occasione di crescita e di maturazione. Nei quattro giorni in cui si sono susseguiti contemporaneamente incontri, dialoghi, lezioni, spettacoli, concerti e mostre, le associazioni si sono sentite coinvolte dagli inarrestabili “ingranaggi” di quel meticoloso meccanismo che è “Torino Spiritualità”.

 

In quattro giorni abbiamo prodotto 85 report (uno per ogni incontro), 25 interviste ai relatori, e poi foto e video di circa 200 interviste ai partecipanti cucite tra loro dalla domanda “Domani finisce il mondo. Qual è la prima cosa che pensa o che farebbe?”. La specificità degli argomenti discussi e sviscerati duranti gli incontri e i dibattiti richiedeva, per l’elaborazione dei report e di tutta la produzione culturale, una certa competenza e familiarità sia delle tematiche affrontate che della pertinenza del linguaggio adoperato. Noi siamo storici delle religioni e proponendoci, attraverso il lavoro delle nostre associazioni, di diffondere cultura ed educazione circa questo settore, siamo soddisfatti del rapporto di cooperazione instaurato con Torino Spiritualità. Quest’esperienza è stata, di fatto, professionalizzante, l’occasione di cimentarci in un impegno che coinvolgeva tout court i nostri studi e, al contempo, le nostre passioni, è ciò che ha fatto la differenza nel lavoro di gruppo: una volta profilati il riconoscimento e la concretizzazione dei nostri sforzi e delle nostre aspirazioni, si è aggiunto all’impulso, già fortissimo, dato dai nostri studi, un incentivo di entusiasmo e di grinta.

 

I nostri compiti specifici (produrre i report degli eventi e corredarli di foto, produrre interviste ad hoc per una cerchia di relatori selezionati, intervistare pubblico e relatori con la domanda-base vox: “Domani finisce il mondo. Qual è la prima cosa che pensa o che farebbe…?”, montaggio video) sono stati suddivisi in base alle attitudini di ognuno e ai mezzi a nostra disposizione. Così facendo abbiamo scoperto, avendone esperienza tattile, l’efficienza e la vivacità del lavoro di gruppo, intervenendo con domande e curiosità durante gli incontri e abbiamo maturato una nuova consapevolezza di noi stessi intervistando i relatori e il pubblico.

 

Il tema di quest’anno, “In fine. Vivere sul limite dei tempi”, ha fatto sì che il nostro coinvolgimento iniziale si traducesse in partecipato impegno non solo in termini di produzione culturale ma anche in relazione all’immaginazione di progetti futuri: le questioni trattate, declinate nel contemporaneo e insieme prospettate nel dialogo interreligioso e interculturale, sono stata la combinazione vincente per mettere in moto una serie di processi che ci auguriamo si concretizzeranno, con lo stesso entusiasmo,  in progetti e proposte. 

PROGETTO LABORATORI SONNINO

responsabili E.Campagna,

G. Nardini

 

Da Marzo 2011 hanno preso via i laboratori sperimentali di Educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni organizzati dagli operatori del gruppo Uva nelle classi V elementare e I media dell’Istituto Leonardo da Vinci di Sonnino (Latina). Le classi coinvolte sono 7 per un tonale di circa 130-140 bambini.

 Il contesto: Dopo aver seguito l’ “incidente culturale” del Settembre 2010 quando si espresse l’ apprensione di un gruppo di genitori per la presenza all’uscita dalla scuola di una mamma in burqa tale da poter turbare i bambini, il nostro gruppo attraverso Elisa Campagna ha preso contatto e accordi con la scuola interessata dall’incidente al fine di tenere dei laboratori di educazione alla cittadinanza attraverso la storia delle religioni.

 I laboratori consistono in 10 moduli curati dagli stessi operatori con la supervisione scientifica di Mariachiara Giorda. Questi iniziano con un Brain storming sulla parola religione, cercando di far emergere riflessioni, domande e un conseguente dibattito da parte della classe. Viene poi proposta una mappa del mondo con attenzione alla diffusione religiosa, soprattutto in Italia, e una discussione e relativizzazione del concetto di maggioranza e minoranza religiosa. Il terzo modulo è dedicato alla scoperta della classe stessa, delle identità del vissuto e delle abitudini dei bambini con lo scopo di guidare un sereno confronto tra le diversità culturali presenti in classe. I successivi moduli sono modellati in base ai feedback di questi moduli iniziali dai quali emergono le preconoscenze o gli stereotipi più diffusi nella classe. Si proseguirà poi alla presentazione dei simboli delle religioni trattate cioè Cristianesimo (con attenzione alle divisioni interne) Islam, Ebraismo, Buddismo e Induismo.

  Gli alunni saranno successivamente introdotti alle feste tradizionali, col coinvolgimento dei relativi luoghi sacri e abiti particolari, alla lettura e analisi di alcuni racconti e miti di differenti tradizioni religiose, all’introduzione alla musicalità tipica delle differenti religioni ( a partire per esempio dalla stessa recitazione islamica differente dalla preghiera cristiana) e alla rilevanza religiosa di alcune danze (per esempio la danza classica dell’India), ed infine, all’ultimo modulo che tratta le diverse abitudini alimentari.

 Per ogni modulo e argomento, a seconda dell’età dei ragazzi coinvolti, sono stati elaborati specifici metodi didattici, discussi con gli operatori dei Laboratori di Libera promossi da ACMOS incontrati durante l’esperienza training di Torino.