PRESENTAZIONE DELLA RICERCA: L’ASSISTENZA RELIGIOSA IN CARCERE - DIRITTI E DIRITTO AL CULTO NEGLI ISTITUTI DI PENA DEL LAZIO

Nella splendida cornice di Villa Celimontana, presso la sede della Società Geografica Italiana, mercoledì 10 ottobre 2012, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della ricerca “L’assistenza religiosa in carcere. Diritti e diritto al culto negli istituti di pena del Lazio” ricerca co-finanziata dal Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e dall’Ufficio del Garante dei detenuti del Lazio. Il Prof. Franco Salvatori, Presidente della Società Geografica Italiana e neopresidente del “Centro Studi e Documentazione su Religioni e politiche nella Società post-secolare (CSPS)”, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, che ha condotto la ricerca, ha aperto la conferenza con i saluti e i ringraziamenti, esprimendo in particolare il suo orgoglio per la partecipazione del dipartimento di Tor Vergata a una ricerca di tale spessore. L’avv. Angiolo Marroni, Garante dei detenuti della Regione Lazio, ha offerto una panoramica della realtà carceraria laziale che, con oltre 150 diverse nazionalità, si presenta come un melting pot religioso e culturale.
La struttura carceraria, luogo di detenzione ma anche di auspicabile redenzione e rinserimento, prevede il diritto alla pratica di ogni culto in ciascuna sua diversa declinazione (accesso ai testi sacri, tempi della preghiera, visita dei ministri di culto, dieta alimentare). Ma, come ha ricordato l’avv. Marroni, all’ingresso nelle carceri, l’appartenenza religiosa non è un dato che viene rilevato e dunque spesso la mancata messa in circolo dell’informazione del libero accesso a tali diritti relativi al culto, determina che il detenuto non ne usufruisca. La ricerca ha confermato questo dato: il diritto non sistematicamente comunicato preclude la possibilità di esercitarlo. La ricerca è stata condotta dal Prof. Massimo Rosati, Direttore del CSPS e dalla ricercatrice CSPS Valeria Fabbretti. Il Prof. Rosati dopo aver ringraziato chi ha reso possibile tale progetto e in particolare per la grande collaborazione da parte delle istituzioni ha esposto le due grandi premesse sociologiche che hanno sotteso l’intera ricerca: nelle società contemporanee, in forte divenire, le religioni continuano a persistere nello spazio pubblico e sono, sempre più, da intendersi in chiave plurale. É spettato alla dott.ssa Fabbretti il compito di illustrare alcuni dati specifici della ricerca. La ricerca, di natura qualitativa, ha indagato la realtà di 10 istituti di pena del Lazio, e attraverso la realizzazione di 103 interviste rivolte a figure che, a vario titolo, rappresentano l’anima carceraria si è posta l’obiettivo di investigare il peso che gli attori istituzionali attribuiscono all’elemento religioso tentando e di ricostruire quali servizi le carceri effettivamente garantiscano rispetto al diritto di culto. Per prendere visione dell’intero rapporto di ricerca si rimanda al sito del CSPS http://csps.uniroma2.it/2012/10/09/assistenza-religiosa-in-carcere-diritti-e-diritto-al-culto-negli-istituti-di-pena-del-lazio/
Valentina Savelli

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