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2017

Festa Intercultura progetto "Super-diversità" 2017

Grande Festa dell’Intercultura per la chiusura del progetto “Super-diversità! L’educazione alla diversità e la prevenzione dei radicalismi violenti attraverso la Storia delle Religioni”

8 giugno 2017 – Si chiude con una grande festa dell’intercultura il progetto “Super-diversità!” realizzato da UVA UniVersolAltro grazie ad un finanziamento UNAR, in collaborazione con le università La Sapienza e Roma Tre e con la Camera dei Deputati, in 5 scuole del territorio romano.

 

Il progetto “Super-diversità!” ha visto il coinvolgimento quest’anno di oltre 250 alunni per oltre 15 nazionalità di provenienza diverse, tra scuole elementari, medie e superiori, grazie anche al supporto di docenti sensibili, attenti e proattivi a cui vanno i nostri ringraziamenti.

 

Proprio a loro abbiamo voluto dedicare 3 seminari di formazione in cui sono intervenuti, oltre agli operatori di UVA, 5 rappresentanti delle istituzioni, 7 docenti universitari, 5 specialisti della trattazione del fatto religioso nelle scuole.

 

Come sempre, secondo la prassi metodologica di UVA, il progetto è iniziato con una fase di formazione e auto-formazione, realizzata attraverso i contributi interni e gli incontri con specialisti della pedagogia e della didattica interculturale. Abbiamo quindi predisposto un progetto che ha accompagnato gli alunni in giro per Roma e per il mondo alla scoperta dei luoghi di culto delle diverse religioni, attraverso una didattica laboratoriale interattiva, che stimola acquisizione e scambio di conoscenze, ma soprattutto consapevolezza di sé e della propria relazione con l’altro da sé.

 

La Festa dell’Intercultura dell’8 giugno è stata occasione per celebrare, insieme ad una scuola divenuta luogo privilegiato di buone pratiche come la C. Pisacane di Tor Pignattara, la gioia del vivere insieme da celebrare come una festa che imprima quell’emozione nel profondo del cuore.

 

Cogliamo l’occasione di questo post per ringraziare ancora innanzitutto i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze dei nostri laboratori per la passione con cui partecipano, i docenti dei cinque istituti: Carlo Pisacane, Ugo Foscolo di Trastevere, Pablo Neruda di Casal del Marmo, Liceo Scientifico Primo Levi oggi, ringraziamo i docenti universitari che ci hanno sostenuto, Mariachiara Giorda, Alessandro Saggioro, Carla Noce, l’on. Davide Mattiello sempre sensibile all’operato che portiamo avanti, e ringraziamo l’UNAR, Ufficio Nazionale Anti-discriminazioni Razziali che ha creduto nel progetto.

 

Abbiamo potuto constatare l’efficacia delle attività nella costruzione quotidiana di una cultura di condivisione e crescita compartecipata, a conferma delle attività svolte dall’associazione in questi 7 anni, di cui oggi più che mai vediamo la necessità per il nostro tessuto sociale, perché siamo convinti che la Storia delle Religioni, intesa come trattazione storico-critica del fatto religioso, rappresenti uno degli antidoti decisivi alle discriminazioni e alle violenze di cui siamo oggi spettatori.

 

Riteniamo, inoltre, che il nostro operato sia in piena sintonia con quanto affermato dall’UNESCO al riguardo e riportiamo, in chiusura, un pensiero di Antonio Papisca, titolare della Cattedra UNESCO su “Diritti umani, democrazia e pace”, scomparso lo scorso maggio e a cui rendiamo omaggio:

 

La lezione che discende dal sapere dei diritti umani e, all’interno di questo, dal Diritto internazionale dei diritti umani, è nello spirito del ‘costruire ponti’ e dello ‘includere’ le varie diversità culturali, a condizione che queste si rendano compatibili col paradigma dei diritti fondamentali, si purifichino attingendo alla comune sorgente dell’universale, “generino nuove espressioni culturali condivise” partendo dal rispetto dei diritti della persona, come recita la Convenzione UNESCO. In conclusione, il campo dell’educazione, a cominciare da quella scolastica, è laboratorio privilegiato per questa “coltura” che ovviamente non parte – non deve, non può partire – dalla cancellazione dei valori e dei simboli. I valori religiosi sono alla base delle grandi culture e sono indispensabili sia per la conservazione della parte positiva dell’identità storica di tali culture sia per il loro ulteriore sviluppo dialogico nel mondo globalizzato.”